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Le Pozze smeraldine, una piacevole scoperta!

Le pozze smeraldine sono un simbolo di un Friuli Venezia Giulia primitivo, selvaggio e incontaminato. Una valle da esplorare, che profuma di natura e di tempi passati. Purtroppo nel periodo estivo sono frequentatissime, ma se visitate nel resto dell’anno offrono pace e tranquillità.

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Lf Hiker | E.Pointal contributor

Pozze Smeraldine   

Profile

50 100 150 200 5 10 15 Distance (km) Elevation (m)
No data elevation
Name: No data
Distance: No data
Minimum elevation: No data
Maximum elevation: No data
Elevation gain: No data
Elevation loss: No data
Duration: No data

Informazioni tecniche

Luogo di partenzaTramonti di Sopra, PN
Distanza18.5 km (8 km per le sole pozze)
Dislivello550m sui 18km
Tempo previsto6h sui 18km, 2h per le pozze
Difficoltàfacile
Sentiero CAI386 e poi 398
Carta TopograficaTabacco 028. Non ce l'hai? La trovi qui
GPX del percorsoScaricalo da qui
Ok, e poi col GPX cosa ci faccio?Niente paura, te lo spieghiamo noi!

Le Pozze Smeraldine

Fino a poche settimane fa non sapevamo nulla delle pozze smeraldine. Poi un giorno, per caso, abbiamo ricevuto una foto via social: un mix di acque verdi e rocce splendenti, racchiuse in una valle dall’apparenza impervia e proprio per questo affascinante. E allora, andiamoci!

Come arrivare

La val Tramontina si trova nel comune di Tramonti di Sopra, un piccolo paese nella provincia di Pordenone, in Friuli Venezia Giulia. Lo si raggiunge lasciando l’autostrada A28 all’altezza di Cimpello e proseguendo verso nord, per Sequals e Meduno. Successivamente si attraversa Redona costeggiando l’omonimo lago, fino a raggiungere Tramonti di Sopra. Dall’uscita dell’autostrada sono circa 45 minuti di macchina.

In paese si trova parcheggio facilmente e le indicazioni per le pozze smeraldine sono ben visibili.

Dintorni

Tramonti di Sopra si trova nei pressi del parco naturale delle Dolomiti Friulane. Da lì, in auto è facile raggiungere la forcella del monte Rest, da dove partono bellissimi sentieri che vi racconteremo in una delle prossime puntate.

Le pozze

Il sentiero CAI 386 (inizialmente su strada asfaltata) ci conduce in fretta dentro la valle del torrente Meduna. Sentiamo il rumore dell’acqua giù in basso, molto in basso! Continuando l’asfalto diventa una strada sterrata ben battuta. Ad un certo punto un cartello turistico ci informa sulle pozze, e nelle vicinanze troviamo quella che poi sarà l’unica vera fontana ‘ufficiale’ della nostra escursione.

La sorgente della sgurlina

Andando avanti la strada si abbassa e il greto del torrente si alza, finchè non sbuchiamo alle pozze Smeraldine. Distano dal paese circa 4km. I più volenterosi ci possono arrivare anche con un buon passeggino munito di ruote da ‘fuoristrada’.

Le pozze smeraldine, in val Tramontina

Non siamo soli. Tuttavia la presenza dell’uomo è discreta e rispettosa: oggi i pochi turisti si godono la pace e il relax regalato dal limpido suono dell’acqua.

Le pozze smeraldine, in val Tramontina

Se fossimo in estate ci concederemmo un bagno: oggi l’acqua è gelida e il sole autunnale, seppur brillante, non basta a convincerci. Perchè la valle è stretta e in ombra, dove non arriva il sole la temperatura è frizzante.

Le pozze smeraldine, in val Tramontina

Proseguiamo nella valle più selvaggia

Quindi decidiamo di riprendere il cammino e quella che prima era quasi una strada diventa un sentiero. Iniziamo a salire allontanandoci sempre più dall’acqua. Anche per questo ci piace, regala panorami ampi sulla valle. Riconosciamo la mano dell’uomo nella pavimentazione dei tempi andati e nei muretti a secco che a tratti proteggono ancora il sentiero lungo il fianco della montagna. 

Ad un certo punto un cartello turistico sulla destra ci indica l’aquila del Frascola, una curiosa conformazione rocciosa molto simile al profilo di un’aquila posata sulle montagne. In particolare ci dice anche che siamo nella ‘culla della Pitina’, un salume IGP prodotto solo nella Val Tramontina e in poche altre valli limitrofe.

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Poco più avanti il sentiero CAI 386 su cui ci troviamo sale a destra inerpicandosi verso la Forca del Frascola 1000 metri più in alto. Tuttavia noi rimaniamo sui nostri passi e proseguiamo tenendo la sinistra sul sentiero CAI 398.

Poco dopo i resti di un ponte ormai crollato arriviamo nel borgo di Frasseneit di sopra, disabitato dagli anni 50’.

I resti del borgo Frassaneit

Le Pozze Smeraldine e la storia: il borgo fantasma di Frassaneit

Storia

Il borgo di Frassaneit era abitato fino al primo dopo guerra da dozzina di nuclei familiari per un totale di circa 60 abitanti.

La domenica l’intero paese scendeva a valle per recarsi alla santa messa e in quella occasione si faceva la spesa: sale e zucchero, in tra parte, i quali venivano barattati con burro e formaggi. Per questo motivo a Tramonti i “frassanesi” utilizzavano una stanza adibita a deposito fino al loro ritorno.

Inoltre, come usanza dell’epoca, gli uomini di Frassaneit si recavano in osteria a Tramonti dove, di tanto in tanto, restavano fino al giorno successivo. Infatti a Frassaneit non vi erano osterie e si beveva il “sir” ( siero di latte ), mentre la grappa era utilizzata come medicina unitamente all’olio di ricino.

Fino agli anni ‘50 i circa venti bambini rimasti nel paese seguivano le lezioni presso la scuola dove la maestra insegnava a leggere, scrivere e a “far di conto” a classi unite.

Successivamente in tempi più recenti dalla ristrutturazione della vecchia scuola elementare è stato ricavato un bivacco.

Borgo Frassaneit di Sotto, val Tramontina

Succedeva che le persone malate o i morti venissero trasportati fino a Tramonti su una portantina o su stanghe, anche se alle volte poteva essere utilizzata solo una sedia legata alla schiena del portatore tramite dei lacci.

Durante le feste si ballava al suono della fisarmonica o di un vecchio grammofono.

Il borgo è disabitato dal 1958.

Leggende

I pochi che si inoltrano nei sentieri sperduti della val Tramontina parlano sottovoce delle incredibili storie di Maciarul, Badalescu e Faela. Questi tre esseri misteriosi vengono ancora nominati con rispetto e timore.

Maciarul era un omino tarchiato e schivo, con barba e capelli lunghi, che pare vivesse da solo nei boschi della Val Tramontina. Badalescu era invece un essere mitologico che veniva rappresentato nei racconti come un uccello gigantesco e spaventoso che volava da un monte all’altro alla ricerca di prede. Ed infine Faela, nato e sepolto nel cimitero di Campone, era un personaggio realmente esistito con la fama di piacere alle donne ed in seguito ad una delusione d’amore divenne eremita. Pare che i poveri resti in pietra dei suoi rifugi siano disseminati ovunque. Si cibava di erbe, radici e serpenti e spesso riappariva per le vie dei paesi con sette cappelli in testa.

Verso il lago del Ciul

Oltrepassati i resti del borgo, il sentiero si fa più impegnativo: saliscendi in pineta e qualche passaggio più esposto, sotto speroni di roccia (la costa del monte Zuviel), fanno da cornice all’ultima parte del nostro viaggio, fino al lago del Ciul (o lago Ca Zul), bacino idroelettrico dal 1967.

lago del ciul - pozze smeraldine - cambia programma

Decidiamo di fermarci qui per mangiare qualcosa (al sacco, non ci sono punti di ristoro). Siamo a circa 10km di cammino dal paese di Tramonti di sopra. Le acque del ramo ovest del lago nascondono i resti di Selis, un vecchio borgo sommerso. Nelle giornate di secca è possibile visitarlo.

Infine non ci resta che rientrare! Soddisfatti del giro, stanchi il giusto, e pronti a cercare un locale dove assaggiare la Pitina. Siamo troppo curiosi!

Per altre informazioni puoi visitare la pagina del sito Turismo FVG

La cartina Tabacco 028 la trovi qui
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